Morettatube.com risponde alla provocazione con il lancio di un gruppo "No Bike Day" su Facebook ( CLICCA QUI PER ADERIRE )con lo slogan "Allora vado in auto". La "provocazione" del circolo Nuova Fano, circa la proposta di divieto del transito di biciclette sul corso Matteotti ha avuto i risultati sperati. Ovvero, quello che si potrebbe ragionevolmente pensare come un mezzo per far conoscere sia il movimento, sia il Circolo è andato a buon fine. I media stanno ancora parlando di questa proposta che ha a dir poco dell'assurdo.
Perchè assurdo? Basta andare con ordine. Cominciamo con la tempistica con cui si presenta l'argomento: agosto. Continuiamo con l'estrarre quello che è uno dei concetti che ora vengono tirati in ballo: la cultura e il buon senso. Concludiamo con quelle che sono le considerazioni del fanese d.o.c.: è un delirio.
Ora, proprio riguardo la tempistica il fatto che se ne parli in agosto fa dell'argomento un classico discorso da sala d'attesa: oggi è caldo si parla del tempo... Si sa, in agosto tutti e sopratutto chi smette di lavorare per un paio di settimane, gioisce nel lasciare l'auto in garage e girare in bicicletta. La stessa bicicletta che per 11 mesi resta messa lì nella polvere. Si perchè la cultura e il buon senso del fanese "tipico" vuole che esistono, nel modo di vivere di esso, dei riti se vogliamo chiamarli così. Il rito di dare un taglio netto con la routine, in questo caso l'auto, anche se della bici faremmo volentieri a meno. Statisticamente, l'apice dei flussi di biciclette, si hanno nel mese in cui la maggior parte della gente non lavora, e il risultato è che in una città che vive bene ( sotto il profile delle biciclette) per 11 mesi all'anno, si trova quasi al collasso nel mese delle vacanze. Si perchè, chi come scrive, la bicicletta la usa per andare a lavorare certe cose le sa. Forse non le sanno quelli del circolo Nuova Fano, loro magari girano in auto tutto l'anno, e andati al mercato il sabato mattina, si infastidiscono troppo facilmente e scrivono quanto abbiamo potuto leggere nei quotidiani degli scorsi giorni.
Che cosa significa che in bicicletta si sta bene per 11 mesi l'anno? Che in inverno, chi lavora in zona centro o deve attraversarlo sotto la pioggia, con la bicicletta, passa per il Corso con l'ombrello, lo stesso corso che di li a qualche mese, si troverà intasato di turisti, pedoni e biciclette. Il buon senso che si chiede ai ciclisti, è lo stesso che si chiede a questa gente del circolo Nuova Fano prima di scrivere certe cose. Perchè nessuno va per il corso con la bici a "cento all'ora", nessuno vuole "stirare" con la bici i loro bimbi, nessuno se usa la bicicletta deve necessariamente "offendere i più deboli".
Il popolo dei rispettosi, di chi usa il buon senso, anche nel momento stesso con cui sceglie la bici in un giorno di pioggia per andare al lavoro, va rispettato e considerato. Non esistono solo i turisti con le bici degli hotel o i ciclisti stagionali in ferie; non esiste solo il ciclista teppista, il ciclista maleducati, il ciclista che procede a "zig zag".
Inoltre in risposta a Marco Maggioli che scrive quanto segue: “Si vuole solo tutelare chi va a piedi, nel centro storico, chi va per fare acquisti, per incontrare amici o semplicemente per passeggiare. Chiedere ai ciclisti di percorrere Corso Matteotti a piedi e con la bici in mano non è chiedere la luna, significa semplicemente ricondurre alla cultura del rispetto, chi il rispetto non ce l’ha, soprattutto verso i più deboli da parte di coloro che amano andare in bicicletta. Viepiù che con le nuove norme del codice della strada le biciclette sono considerate a pieno titolo mezzi di trasporto e quindi come tali obbligate a seguire comportamenti corretti soprattutto verso i pedoni”.
Percorrere il centro storico con la bici non equivale a infrangere la tutela di coloro che vi si recano a piedi. Oltre a coloro che si regano qui per "fare acquisti, per incontrare amici o semplicemente per passeggiare" ci sono coloro che attraversano la dorsale cittadina mal collegata per le bici stesse*. Molti di essi hanno bimbi sul seggiolino, altri semplicemente vanno al lavoro. Altri semplicemente vanno verso la propria destinazione. Nelle menti di tutte queste persone, il buon senso c'è, c'è il rispetto. Nessuno intende "minare" la sicurezza "dei più deboli", dei bimbi degli altri, degli anziani.
*e quando si parla di cattivi collegamenti cittadini per le bici, si apre una parentesi senza fine, che in questa sede sarà solo una nota: chi come chi scrive, usa la bici per lavorare, se dovesse considerare di percorrere le strade come in auto, ma con la bici come ci ricorda Marco Maggioli ( perchè..."Viepiù che con le nuove norme del codice della strada le biciclette sono considerate a pieno titolo mezzi di trasporto e quindi come tali obbligate a seguire comportamenti corretti soprattutto verso i pedoni”.) allora "vado in auto".









